Ridiamo voce alle nostre campane PDF Stampa E-mail

Carissimi,

mentre l’estate volge al termine e attendiamo un po’ di pioggia per le nostre campagne e non solo l’anno pastorale sta per riprendere i suoi ritmi. A settembre, precisamente il 16 e il 17, si svolgerà la festa della parrocchia con la quale vivremo proprio l’inizio delle attività pastorali. Qualche giorno fa ho incontrato il consiglio pastorale parrocchiale e abbiamo deciso di approfittare proprio della festa per informare e coinvolgere la comunità in un progetto molto importante, un progetto a lungo rimandato ma ormai improcrastinabile data l’urgenza che vado a spiegarvi e che riguarda la situazione in cui versano le torri campanarie delle nostre chiese e approfitto del giornalino, che giungerà spero nelle vostre case prima della festa, per darvi già qualche informazione.

 

 

Da tempo il campanile della chiesa di Spadarolo ha subito il blocco di due campane su quattro poiché la struttura della cella campanaria, in legno come si sono costruite per secoli, ha ormai consumato il suo destino. Sono strutture molto resistenti e ben congegnate sulle quali ci sono stati già molti interventi di consolidamento e manutenzione nel passato ma siamo arrivati al punto in cui i travi portanti potrebbero cedere e questo è il motivo per il quale abbiamo bloccato le due campane più compromesse.

Il campanile di Vergiano ha avuto interventi strutturali più recenti ed è in buone condizioni, ma due campane su quattro hanno ormai un incavo profondo nei punti dove il battaglio batte il bronzo mentre suonano a distesa, se la profondità dovesse aumentare le campane si creperebbero e sarebbero da sostituire, con dei costi difficili da sostenere. Pertanto vanno ‘ruotate’ di 45 gradi e rimontate con un nuovo perno in modo che potranno tintinnare senza problemi per oltre un secolo, a Dio piacendo. Ho sintetizzato i problemi in maniera molto dozzinale, non sono un tecnico ma spero di essermi spiegato, in ogni caso prepareremo dei pannelli che ci mostreranno meglio il tipo di intervento e la modalità con la quale si svolgeranno i lavori ( piuttosto complessi nella realtà dei fatti).

Mi rendo conto che una certa mentalità molto pragmatica del nostro tempo, caratterizzato dal digitale, dalle cultura dei fast food e dei centri commerciali, dove ciò che non sia immediatamente fruibile non ha ragion d’essere, mi consiglierebbe di spegnere le campane e collocare degli altoparlanti. Potrete notare dalle foto, non solo quelle nel giornalino ma soprattutto nella mostra fotografica che verrà allestita durante la festa, la cura e la bellezza di questi enormi oggetti di bronzo, bellezza che … chi può contemplare vista la loro collocazione? Bellezza e cura per Dio onnipotente, che Lui vede e che a Lui solo da gloria. Il senso mistico che ha caratterizzato venti secoli di cristianesimo non si è ancora spento del tutto e mi commuove vedere tra tantissimi di voi l’amore e la cura per i nostri luoghi sacri, per ciò che nessuno vede, come le pieghe di un purificatoio ( il lino con cui di asterge il calice durante la Messa), o il fogliame dietro la chiesa, ma che rendono omaggio a chi merita l’omaggio di tutta la nostra vita, il buon Gesù. Per questo sono determinato a custodire la bellezza e la funzionalità liturgica che ho ricevuto da custodire dalla storia e dalla chiesa e che, cito solo i miei immediati predecessori, già don Paolo e don Marco hanno avuto a cuore sia nella sistemazione delle chiese che degli spazi pastorali.

Cominceremo dal campanile di Vergiano, situazione più semplice ma più urgente e poi su quello di Spadarolo.

Ho atteso diversi anni per intraprendere questi lavori per il fatto che siamo stati impegnati a lungo nel pagamento del mutuo per la ristrutturazione circolo parrocchiale ( termineremo nel marzo 2018) e soprattutto perché negli ultimi anni siamo stati coinvolti nell’assistenza di molte famiglie in gravi difficoltà economiche, circa 45.

Per questo non me la sono sentita di fare altri passi con fronti così seri già aperti. Ora che il pagamento del mutuo è ormai risolto ( non del tutto visto che mancano circa 6000 euro da pagare ) ho deciso di intraprendere questi lavori davvero urgenti. Mi sono confrontato con il consiglio per gli affari economici e con il consiglio pastorale e insieme abbiamo valutato la necessità di coinvolgere la comunità perché dobbiamo avere la certezza che con la cassa parrocchiale possiamo continuare ad aiutare chi ha bisogno, anche di mangiare.

Le nostre chiese sono edifici storici di pregio che tutti gli arcipreti che mi hanno preceduto hanno custodito con sforzi importanti e grande determinazione che mi sprona a fare di tutto per fare altrettanto in tutti gli aspetti specialmente quelli legati al culto. Per fortuna abbiamo delle campane, campane storiche, di pregio che segnano i ritmi delle nostre giornate ma soprattutto della divina liturgia che offriamo a Dio. Per offrirvi il senso profondo e spirituale di ciò che la campana significa nel mistero cristiano ho chiesto al reverendo Don Stefano Bellavista, arciprete della Collegiata di Verucchio, di scrivere un testo che riassume tutto il senso che l’architettura sacra attribuisce ai bronzi e al loro suono. In esso don Stefano ci offre una descrizione dettagliata delle campane delle nostre chiese poiché da grande cultore in materia ha speso anni durante la sua formazione in seminario per visitare tutti i campanili della diocesi e per censirli, un lavoro immane di cui gli siamo grati.

Da ultimo, i lavori inizieranno nel mese di settembre e spero siano conclusi prima di Natale, il preventivo di spesa è di oltre 15000 euro ( rateizzabili ), inoltre se sarà possibile vorrei anche sostituire il sistema elettrico di entrambi i campanili ormai datati e inadeguati ( quello di Vergiano è del 1987, lo inaugurò l’arciprete Armando Zaccagni e quello di Spadarolo è del 1990, lo inaugurò l’arciprete Pasquale Campobasso). Il nuovo impianto consentirebbe anche al campanile di Vergiano di suonare le ore, l’Angelus e l’Ave Maria, insieme ad altri dettagli che non sto qui ad elencare.

Già durante la Festa della parrocchia chi vorrà contribuire potrà farlo nella questua della messa di domenica mattina, in ogni caso fino a Natale dedicheremo la colletta della prima domenica del mese a tale scopo.

Chiunque voglia contribuire può comunque farlo in ogni circostanza con me, nella riservatezza che caratterizza la carità cristiana.

Non interverrò continuamente dal pulpito su queste questioni e sapete bene che né io né chi mi ha preceduto abbiamo mai approfittato di questo tuttavia comprenderete che è auspicabile uno sforzo comune che non ho dubbi verrà messo in campo in una comunità come la nostra dove l’affezione per le nostre chiese non manca ed è sempre stata dimostrata.

Grazie a tutti per l’attenzione, mi sono dilungato su questioni che fanno parte anch’esse della vita di una famiglia e che spero accoglierete con bontà.

 

Di cuore vi benedico,

 

don Mirko


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