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La nostra sede Caritas Parrocchiale e il nostro operato

 

Dopo molto tempo, tanto tanto lavoro e una lunga pausa, per volere del nostro parroco e di noi tutti, il 15 Ottobre 2013 alla presenza di Don Renzo Gradara e della comunità parrocchiale, con grande gioia, è stato inaugurato il nuovo Centro di Ascolto Caritas Spadarolo Vergiano.

La nuova sede si trova in Via Marecchiese n. 298, dove esisteva già una struttura sportiva e ricreativa comprendente campo da calcio, da basket e teatro Marvelli. Dobbiamo dire che per noi questo periodo di chiusura così lungo (dall’8 agosto 2012 al 15 ottobre 2013) non è stato facile, tuttavia non ci siamo mai scoraggiati, collaborando ancora per un breve periodo con i Padulli per la consegna degli alimenti, ma soprattutto abbiamo continuato, non senza poche difficoltà, a seguire tantissime famiglie con visite domiciliari. Successivamente all'apertura si sono rivolte al Centro altre famiglie a noi sconosciute.

Le persone incontrate Le famiglie in stato di povertà censite nel nostro territorio sono 28 di cui 11 straniere: si tratta complessivamente di 77 persone, di cui 28 minori; i maggiorenni disoccupati a carico sono 4, le famiglie mononucleari sono 9 di cui 5 donne e 4 uomini. 2 celibi, 2 nubili, 2 divorziate, 6 separate, un separato, 2 vedovi, 2 vedove. Gli anziani soli sono 3: due donne e un uomo, le famiglie mono genitoriali sono 8, di cui 7 con figli minori a carico. Le famiglie prive di reddito sono 3 e quelle monoreddito 25.

Cinque famiglie non riescono a pagare le utenze e altre cinque sono in arretrato con l'affitto. Una persona vive in una casa malsana, una convive con la madre e il figlio. Al momento nessuna famiglia è tornata in patria.

Le persone che soffrono di solitudine sono tre.

Otto famiglie hanno un famigliare con problemi di salute e uno con problemi di droga.

Le problematiche emerse nel Centro di Ascolto sono principalmente di natura economica causate da redditi insufficienti per lavori saltuari e precari, in nero o del tutto assenti, ma non mancano anche le difficoltà familiari e affettive dovute a: separazioni, divorzi, vedovanze, solitudini e salute. Molto spesso manca una rete famigliare coesa che possa alleviare queste problematiche.

Le iniziative di carità I nostri modesti interventi come parrocchia si sono orientati in tre direzioni: sostegno economico, ricerca di occupazione e lotta alla solitudine. Il primo passa attraverso un'oculata gestione delle risorse disponibili gestendo saggiamente i risparmi per destinarli alle utenze, e pertanto offrendo il nostro contributo per il pagamento di qualche bolletta e con la consegna, in Caritas o a domicilio, del pacco alimentare AGEA integrato con la raccolta alimentare parrocchiale o con l'acquisto di alcuni prodotti freschi in supermercato.

Sosteniamo inoltre l'approvvigionamento di medicinali a pagamento e diamo disponibilità per piccoli lavoretti domestici. Arredamenti o mobilio vengono recuperati attraverso scambi di domanda-offerta. La cifra erogata nell'anno 2013 solo per il pagamento delle utenze è stata di circa 2.523 euro. A tale somma va aggiunto l'imprecisato sostegno economico fornito personalmente dal nostro parroco a quanti si rivolgono a lui direttamente.

Per quanto riguarda il problema della ricerca di posti di lavoro, abbiamo alimentato all'interno del consiglio pastorale la consapevolezza che è indispensabile la collaborazione e l'impegno di tutti per raggiungere degli obiettivi. Le persone che si rivolgono a noi necessitano spesso di una guida su come orientarsi all'interno delle istituzioni, di qualcuno che li accompagni e li segua con costanza. I frutti di questo lavoro purtroppo non sono stati eclatanti, ma qualche piccolo risultato lo abbiamo ottenuto.

Contro la solitudine forniamo visite domiciliari periodiche con l'unico scopo di ascoltare le storie della loro vita. Cerchiamo di coinvolgerli nei momenti di festa della nostra comunità così da fargli dimenticare, anche solo per poco tempo, tutte le loro ansie, inquietudini e fragilità.

Tutte le risorse a noi disponibili provengono dal ricavato di mercatini, feste, oggetti artigianali fatti dai nostri giovani e ovviamente donazioni.

Il 15 marzo 2014 abbiamo l'ormai consueto e apprezzato evento della Cena dei Popoli dove s'incontra la nostra comunità con ospiti residenti e non solo del nostro territorio, condividendo quanto abbiamo, ma soprattutto la gioia dello stare insieme. Il giorno successivo è Domenica ed è la Giornata della Carità Parrocchiale dove tutti noi operatori siamo chiamati ad animare la Santa Messa.


Caratteristiche della Caritas Parrocchiale

La Caritas parrocchiale non è un gruppo a sé, né un’associazione, né un movimento, ma è l’organismo pastorale che ha l’obiettivo di animare, coordinare e promuovere la testimonianza comunitaria della carità in parrocchia, con particolare attenzione all’aspetto educativo.

Educazione alla testimonianza comunitaria della carità Soggetto di carità è tutta la comunità. La Caritas parrocchiale ha il compito di:

  • aiutare l’intera comunità a mettere la carità al centro della testimonianza cristiana.
  • aiutare a superare sia la mentalità assistenziale, per aprirsi alla carità evangelica in termini di prossimità e condivisione, sia la tentazione della delega.
  • progettare cammini educativi che attuano il passaggio dai gesti occasionali alla scelta di condivisione, mentre cresce la consapevolezza del valore evangelizzante del servizio e della liberazione dei poveri.
  • suscitare proposte creative ed efficaci per favorire la comprensione e il collegamento vitale tra l’annuncio della Parola, la celebrazione dei Sacramenti e la testimonianza della Carità.
  • promuovere, in collaborazione con i vari ambiti pastorali, percorsi formativi perché ogni membro della parrocchia esprima la carità secondo il proprio carisma e le diverse necessità.

Conoscenza della povertà La Caritas parrocchiale, attenta alla vita della gente e radicata in un territorio, ha il compito della conoscenza concreta, puntuale e coraggiosa delle condizioni di difficoltà e di bisogno esistenti all’interno della vita della comunità, delle cause e delle conseguenze sulle persone.

Coordinamento e collaborazione

  • coordinare iniziative di carità già esistenti in parrocchia, senza sostituirsi a nessuna di esse, ma ponendosi come punto di riferimento comunitario.
  • collaborare con le realtà pubbliche e private di servizio alle persone presenti sul territorio, per stimolare interventi organici e contribuire a creare solidarietà.
  • mantenere sempre un rapporto vivo con la Caritas diocesana, in termini di coordinamento, collaborazione, coinvolgimento nelle proposte formative, apertura alle esigenze più ampie della Chiesa locale, alle attese del territorio e del mondo intero.

La struttura La Caritas parrocchiale:

  • è promossa dal Consiglio pastorale parrocchiale, dotata di un ruolo propositivo e operativo. Uno o alcuni membri della Caritas parrocchiale, la rappresentano nel Consiglio Pastorale Parrocchiale. In essa ci siano competenze, sensibilità, fasce di età diverse (catechisti, animatori liturgici…). E’ bene trovare il modo per dare voce ai poveri della parrocchia.
  • conosce il territorio e la vita della gente che in esso abita (problemi, bisogni, aspettative, disponibilità…); individua gli obiettivi a livello di informazione, coinvolgimento comunitario, proposta di attenzioni e impegni rapportati alle varie componenti parrocchiali; collabora con la catechesi e la liturgia nella elaborazione di proposte per i vari ambiti della pastorale. Lavora in stretto contatto con la Pastorale sociale per una puntuale lettura della situazione socio-economica, individuando gli interventi utili alla rimozione delle cause che producono povertà; opera in sinergia con la Pastorale familiare per creare una rete di famiglie che permetta ad ogni famiglia – in particolare le più povere e quelle migranti –di sentirsi desiderate, amate, accolte : la parrocchia deve diventare sempre più una famiglia di famiglie.
  • si incontra con regolarità per formarsi, progettare, verificare il lavoro, collaborare con gli incaricati di altri ambiti della vita parrocchiale.
  • ha un bilancio che non è il semplice resoconto economico di entrate e uscite, ma rivela la filosofia degli interventi, mostra le priorità e fa mentalità sui bisogni cui si è data maggior risposta. Il modo di compilare e illustrare il bilancio educa alla corresponsabilità e alla trasparenza e può evitare un serio rischio cui la Caritas è esposta nella mentalità corrente: quello di essere considerata una raccoglitrice e distributrice di soldi.

Occorre riscoprire la prevalente funzione pedagogica come impegno fondamentale verso l’intera comunità parrocchiale.

La pedagogia dei fatti è quell’attenzione educativa che si pone come obiettivo la crescita di ogni persona e dell’intera comunità cristiana attraverso esperienze concrete, significative, partecipate: gesti concreti, impegni personali e familiari, accoglienza ed ospitalità nella propria casa o in ambienti gestiti comunitariamente, messa a disposizione gratuita del proprio tempo e delle proprie capacità, presa in carico da parte della parrocchia di un servizio continuativo, legami durevoli nel tempo con una comunità del Sud del mondo, interventi di solidarietà nelle emergenze…

Agire nel quotidiano, sporcarsi le mani con i poveri, progettare insieme le risposte e riflettere sul senso di quello che si fa, di che cosa cambia nella vita degli ultimi e della comunità che li accoglie sono orizzonti che si aprono percorrendo la via della prossimità, del servizio, del dono di sé

La testimonianza di carità rende capaci del gesto concreto verso chi è nel bisogno, qui e ora; educa a lavorare insieme e a camminare al passo degli ultimi; insegna l’attenzione al povero che è sempre persona, mai riducibile a un numero…

Convoc. 1 Feb 2015

 
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